Dall’immagine all’identità/2 – La famiglia Guibert a Livorno


Introduzione di Mario Di Chiara, ricerche storiche e genealogiche di Matteo Giunti.

Per un’introduzione generale si veda il primo “episodio” di questa serie di articoli: Dall’immagine all’identità/1 – La famiglia Recouly-Roux e i Vernière a Livorno.

Il recente ritrovamento in area genovese di due carte de visite (Cdv) dell’Ottocento livornese, ci consente di poter concretizzare i volti di due attori della famiglia Guibert, che realizzò parte della propria fortuna nella città di Livorno.

Riguardo a l’autore di questi esemplari, il livornese Giuseppe Agostino Marzocchini (1802-1865), ricordiamo che nell’immaginario collettivo il fotografo si inserì nel solco della ritrattistica pittorica che vedeva parte del prestigio dell’artista riverberarsi sui committenti stessi. In questo senso la scelta del più prestigioso fotografo della città (va annotato che il Marzocchini è noto come il primo dagherrotipista toscano) sottolineava il tenore di vita della famiglia Guibert.

In questo post proviamo a dare qualche cenno, attraverso queste due cdv che fortunatamente presentano i nominativi delle persone e l’anno dello scatto, della vita delle persone ritratte e delle loro famiglie, attraverso fonti primarie sia livornesi che francesi.

La famiglia di Fanny e Ernest Guibert

Ernesto (nato l’11 aprile 1846) e Fanny Guibert (nata il 2 marzo 1843) sono due dei sei figli della coppia formata da Giuseppe Guibert e Onorina Emilia Arduin (nata a Briançon), sposati a Marsiglia il 21 novembre 1838 (matrimonio registrato, come estero, a Livorno) ma residenti a Livorno da due generazioni. Gli altri loro fratelli e sorelle si chiamavano Giuseppina, Enrico, Leopoldo e Evelina (questi ultimi due morti piccoli).

Atto di nascita di Fanny Guibert, 2 marzo 1843, S. Benedetto
Atto di nascita di Ernesto Guibert, 11 aprile 1846, S. Benedetto

Fu il nonno di questi bambini, altro Giuseppe Guibert, o meglio Joseph Guibert, a giungere in Toscana da La-Salle-les-Alpes, nel dipartimento delle Hautes Alpes in Francia, subito dopo essersi sposato con Marie Marguerite Bouchard, di quasi 11 anni più giovane, a Le-Monêtier-les-Bains, paese di origine della sposa, il 27 gennaio 1813.

Zona di provenienza dei Guibert, Bouchard e Arduin, nelle Hautes Alpes, vicino al confine italiano.

Già nel 1815 Joseph Guibert insieme al franco-svizzero Pietro Senn (fratello di una mia antenata, NdR) fecero una proposta per l’apertura di una Banca di Sconto a Livorno, progetto che fu realizzato indipendentemente dal governo granducale l’anno seguente. Dalle carte della Camera di Commercio di Livorno emerge che Joseph Guibert, col fratello Pietro Celestino, aveva una ditta commerciale che proseguì le proprie attività, dopo il 1817, col solo nome di Joseph (sembra infatti che Pierre Célestin fosse emigrato in Brasile intorno al 1819); all’impresa poi partecipò anche il figlio di Joseph, Giuseppe junior, padre di Ernest e Fanny, nato nel 1814 a Livorno, e questo almeno fino al 1839, quando la firma venne liquidata.

Val la pena fare un breve excursus su alcuni parenti prossimi dei Guibert: ad esempio Giuseppe Guibert junior era cugino di primo grado del negoziante Camillo Agostino Saller (o Salle), marito di Amalia Caire, figlia di Pietro Caire e Clementina Pons, famiglie di negozianti ben note a Livorno. Altro cugino di primo grado era Antonio Caire (cugino anche di Amalia Caire), sposo di Giuditta (Mansueta) Torrini, nipote del pittore Giuseppe Antonio Sforzi e cugina sia dell’ingegnere Angiolo Sforzi che di Aristide e Temistocle Sforzi, due martiri della Guerra d’Indipendenza. Attraverso Amalia Caire si possono individuare relazioni con numerose famiglie livornesi, tra le quali i Pellegrini-Vianesi, della famiglia del professore di musica Giuseppe Vianesi e del direttore d’orchestra Augusto Vianesi; o ancora quella del notaio Pietro Dugi, o ancora le famiglie Malanima, Quilici, Tosi e Faiani, Boelhouwer, etc.

Tornando al nonno Joseph Guibert, la sua famiglia si può trovare elencata sul censimento di Livorno del 1841, nella parrocchia della Cattedrale, dove compaiono sia lui che la moglie, e il figlio più giovane, Federigo (nato nel 1817), oltre a tre servitori. Gli altri due figli erano già sposati e quindi si trovano nei rispettivi nuclei familiari: quello di Giuseppe junior in S. Benedetto, con la moglie Emilia, una cuoca e una serva; quello della sorella Margherita Fanny (chiamata Francesca), nella parrocchia dei SS. Pietro e Paolo, col marito, il negoziante lionese Niccola Gregorio Caillon, e i loro figli, oltre ai servitori (una cuoca, due nutrici e due serve).

Joseph Guibert e la moglie Marguerite Bouchard furono nobilitati a Fiesole poco dopo, nel 1846, assumendo uno stemma e vantando una discendenza dal generale e teorico militare Jacques Antoine Hyppolite, comte de Guibert (1743-1790) che, a nostro parere, è falsificata, nonostante la Deputazione per la Nobiltà l’abbia avallata, come risulta dal relativo fascicolo conservato presso l’Archivio di Stato di Firenze, che abbiamo consultato e riprodotto parzialmente qui sotto:

Il padre di Joseph era si un Antoine che però era nato a La Salle nel 1746 e morto nello stesso luogo nel 1813, ed era sposato con Agathe Salle (non De La Salle). Non era un conte, né un militare ed era figlio di Benoit Guibert (1715-1760), e non di Carlo come indica la genealogia fasulla riportata sopra a destra.

Joseph morì il 29 giugno 1857 a Livorno e venne sepolto al cimitero della Misericordia, così come la moglie, che morì nel 1877, e la figlia, Margherita Fanny, sposata Caillon, morta nel 1879. Queste sono le loro tombe come erano alcuni anni fa:

A Livorno esiste anche, dalle ricerche effettuate da Stefano Ceccarini, un Palazzo Guibert, in via Maggi, che dovrebbe essere quello che oggi ospita la sede delle scuole Magistrali; la guida del Volpi lo descrive come “…munito di balconata in pietra serena , con portone simile a bozze…” (l’unico con queste caratteristiche, nel primo tratto di strada), si veda l’immagine qui sotto (Cfr. P. Volpi, Guida del forestiere per la città e contorni di Livorno , Livorno 1846, p. 141).

Palazzo Guibert in via Maggi a Livorno
Dalla Guida del Volpi, p.141

Per tornare alla generazione di Fanny ed Ernesto, la loro sorella maggiore, Giuseppina, sposò l’Ing. Cap. Timoteo Bettolo (fratello dell’Ammiraglio Giovanni Bettolo) che fu anche Sindaco di Vecchiano, ed ebbero almeno un figlio, Emilio, il quale sposò la marchesa Emilia Remedi, figlia del famoso archeologo e numismatico marchese Angelo Remedi e di Fanny Guibert, cosa che li rendeva cugini di primo grado. La coppia ebbe sciaguratamente una fine tragica in quanto il Remedi, colto da una crisi di gelosia, sparò alla moglie e poi si uccise, il 6 maggio 1916, lasciando 5 figli orfani, come riporta un trafiletto del Resto del Carlino del giorno seguente:

Il Resto del Carlino, 7 maggio 1916, p.2

L’altro fratello, Enrico Guibert nato nel 1844, sposò Albertina, figlia del notaio Sirio Fazzi, e ne ebbe almeno una figlia, Evelina, che sposò un certo Federigo Lippi a Roma nel 1895. Ernesto morì celibe a soli 25 anni nel palazzo di famiglia; l’atto di morte ci comunica che era “Dottore in Matematiche”, mentre per gli ultimi due fratelli, Leopoldo e Evelina, abbiamo già detto che morirono bambini, uno nel 1857 e l’altra nel 1862. E’ quindi possibile che esistano diversi discendenti viventi con i cognomi assunti dalla discendenza femminile, ma non ci è dato saperne di più, per ora.

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